Un itinerario romantico e molto suggestivo nella stagione autunnale come in quella estiva dedicato a due splendide testimonianze del medioevo e delle fortificazioni realizzate a protezione di un territorio di che ancora conserva il ricordo del nome “Ad Fines” nell’attuale denominazione dell’altopiano dell’Alfina.

Il nostro viaggio inizia dal piccolo borgo di Proceno sulla via Francigena, il più importante percorso per i collegamenti tra il Nord Europa e Roma.  Affacciato sulla Valle del Paglia presso il confine con la Toscana, e fondata secondo la leggenda dal re etrusco Porsenna, Proceno incanta sin da lontano il viaggiatore con il suo fiabesco profilo dominato dal Castello Cecchini, una delle dimore storiche meglio conservate della Tuscia. Il Castello di Proceno rappresenta un gioiello di architettura difensiva medievale, mantenuto con grande amore dai proprietari che ci attenderanno per accompagnarci nella visita del complesso composto da un elegante palazzo padronale e dall’affascinante struttura della fortificazione medievale un raro esempio di rocca con torre, mura di cinta e ponte levatoio ancora funzionante.

Dopo la visita del Castello dei Conti Cecchini Bisoni  si raggiunge con le auto Torre Alfina.
Sfuggono del tutto le circostanze delle origini del Castello, ma la posizione strategica a guardia di importanti vie di comunicazione, che attraversano anticamente il territorio, ne indica la funzione difensiva in un sistema facente capo a Orvieto.

Una cronaca del ‘500 fa risalire la fondazione della prima torre detta “del Cassero” al VIII secolo, ma le prime testimonianze documentarie compaiono nel Duecento. La storia del castello e del borgo si intreccia con quella dei Monaldeschi della Cervara. Proprio a Sforza Monaldeschi della Cervara, famoso uomo d’armi, si deve l’iniziativa di trasformare l’antica struttura fortificata in elegante residenza di campagna sul modello rinascimentale.

La nobile famiglia orvietana ne conserva la proprietà fino alla metà del XVII secolo, quando per via ereditaria passò alla famiglia Bourbon del Monte che a fine ‘800 lo vende al banchiere di Anversa Edoardo Cahen, il quale attuò una trasformazione in stile neogotico, secondo la moda del tempo.

Ai piedi del castello si trova il borgo di Torre Alfina, sorto nei secoli intorno alla primitiva torre di guardia e nominato dal 2007 uno dei borghi più belli d’Italia con le sue viuzze e case in pietra crea un’atmosfera d’altri tempi.

Situato a 602 metri slm nell’altopiano dell’Alfina è punto caratteristico triconfinale fra Umbria, Lazio e Toscana. Tutto intorno al borgo di Torre Alfina e il suo castello regna naturalmente il Bosco del Sasseto, una foresta mista di latifoglie secolari, la quale deve il nome ad un singolare substrato geologico formato da un accumulo di blocchi di roccia lavica ai piedi della rupe su cui sorge il castello.