Se siete curisoi di scoprire Nepi l’antica Nepet, città delle acque, seguitemi con il mio ciclo di visite guidate dedicate ai piccoli borghi meno conosciuti e alle grandi famiglie che hanno dominato le terre di Tuscia.

Le radici di Nepi affondano nelle epoche più remote e la stratificazione storica e religiosa è davvero sorprendente. La sua fondazione risale all’VIII-VII secolo a.C., su uno sperone roccioso difeso naturalmente da alte e scoscese pareti tufacee e dalle profonde valli dei torrenti Rio Falisco e Rio Puzzolo.

Il castello oggi conosciuto come Rocca Borgia, costruito a ridosso delle mura, cela uno splendido tratto della Via Amerina e i resti di fortificazioni e romane.

In questo percorso molto ricco, visiteremo (richiedendo l’apertura speciale di alcuni siti) le Catacombe di Santa Savinilla, considerato uno dei maggiori e più importanti complessi funerari dell’Italia centrale proprio per la sua monumentalità, la Rocca Borgia, la Concattedrale di S. Maria Assunta, da tempio pagano a basilica cristiana che conserva una splendida cripta, il Palazzo Comunale con la sala Nobile, la splendida chiesina di San Biagio dichiarata Monumento Nazionale.

La città deriverebbe il suo nome dalla parola etrusca Nepa, ovvero acqua. Nepi è quindi città delle acque, tanto da portarne i segni di questo ancestrale legame nel nome stesso, ed è proprio l’acqua uno dei maggiori tesori della cittadina. Nella nostra passeggiata non mancheremo di ammirare l’imponente cascata Cavaterra che si getta nella profonda forra all’altezza della porta sud e lo scenografico acquedotto di Filippo Barigioni con il doppio ordine di archi.

Il Cardinale Rodrigo Borgia, divenuto Papa nel 1492 con il nome di Alessandro VI, donò nel 1499 alla figlia Lucrezia Borgia la città, che conobbe in quegli anni un periodo di prosperità.

Furono però i Farnese che segnarono Nepi con meravigliose opere architettoniche quale il Palazzo Comunale, le fortificazioni chiamate appunto farnesiane, la cripta di S. Tolomeo, affidando i lavori all’architetto Antonio da Sangallo il Giovane.

Con la partenza di Pierluigi Farnese per il ducato di Parma e Piacenza nel 1545, la città ritornò definitivamente sotto il dominio della Santa Sede e non rivivrà più momenti di così grande splendore.

Due porte, Porta Romana e Porta Nica permettono l’accesso nella cittadina che custodisce veri tesori, che potrete scoprire attraverso un’accurata visita guidata e una piacevole passeggiata nel suo centro storico.

Se desiderate scoprire un luogo con una visita guidata di qualità affidatevi sempre ad una guida ufficiale del territorio, regolarmente abilitata e iscritta nell’elenco ufficiale della Regione Lazio e del Ministero del Turismo.

Insieme a me avrete anche l’opportunità di condividere la vostra esperienza di visita, insieme ad altre persone, in occasione delle mie visite tematiche aperte, dedicate ai luoghi insoliti della Tuscia, a quelli più importanti e a molti luoghi ai quali non potreste accedere da soli. Potrete avrete un servizio sempre di alta qualità ma con una spesa più sostenibile.

Se desiderate trascorre più giorni nella Tuscia e non volete scoprire solo Nepi, vi consiglio un tour in altre località che si trovano nelle vicinanze, tra le più belle che potete visitare in provincia di Viterbo e che trovate sul mio sito.

Ad esempio a pochi chilometri da Nepi si trova Castel Sant’Elia con la splendida Basilica di Sant’Elia nella Valle Suppentonia e ancora Civita Castellana l’antica Faleri capitale della civiltà Falisca, Sutri la Porta d’Etruria, Calcata il borgo degli artisti sospesa sulla rupe nella Valle del Treja…..Caprarola con la nostra punta di diamante: Palazzo Farnese! Insomma  avrete solo l’imbarazzo della scelta!